Practice Basic2019-12-09T09:27:12+00:00

Project Description

Vocal Mindness Antistress.

Incontri settimanali in cui si praticano, e si sperimentano assieme, le tecniche vocali meditative di gruppo del metodo BIO SuONO.
Durata due ore circa.
Condividiamo esercizi di respirazione profonda, di radicamento, la vocalizzazione e il canto spontaneo, giochi espressivi con la vocalizzazione, la pratica di Biorisonanza, la recitazione e il canto dei Mantra, le tecniche di Nadayoga e dello Yoga del Sogno.
La sequenza di esercizi varia a seconda del gruppo che si crea e dell’Operatore che accompagna. Trovate la lista degli Operatori nel Menu alla voce Chi siamo, con info su dove si tengono i corsi, e sulle caratteristiche biografiche del singolo Operatore.
Se ti piace giocare con la Voce e desideri accogliere le Per-sone chiedi come diventare Operatore BIO SuONO®. Il Vocal Counselor invece, ti accompagnerà in un percorso di crescita personale con il respiro e con l’uso della Voce. Un Operatore è anche Vocal Counselor se ha il diploma dei Master triennali di formazione per diventare Counselor.
Si consigliano abiti comodi. Lavoriamo in piedi, sui tappetini, o sulle sedie, a seconda della disponibilità e del bisogno.
La pratica è per tutti e per tutte le età.
Portatevi una bottiglia per l’acqua, le corde vocali preziose necessitano di grande idratazione!

A cosa serve?

Questa pratica serve a far ritornare il Corpo fisico prezioso, in Armonia con Sé e con l’ambiente. La vocalizzazione, essendo la prima manifestazione della nostra voce subito dopo la nascita, ci riporta, per evocazione immediata a livello inconscio, proprio a quel momento. Ai pochi giorni, e primi mesi dalla nostra nascita, lo stato più puro e libero della nostra attuale esistenza. Poi continuando la pratica, la scelta di ritornare in quello stato innato, diventa consapevole. Come consapevole sempre di più diventa l’uso della nostra Voce preziosa. Respiriamo tutto il tempo, profondamente e liberi, con la stessa respirazione del bambino, quella più naturale. Parliamo meno e sentiamo di più, maggior ascolto e maggiore percezione del corpo. Incontriamo l’altro, lasciando andare, volta per volta, giudizi e pregiudizi. Rilassiamo la muscolatura alta delle spalle, petto, collo, mandibola, la cui tensione, non permette l’espansione e la biorisonanza. E poi attiviamo e sosteniamo la voce nel canto spontaneo. Muoviamo in modo dinamico ed elastico le fasce muscolari del diaframma, zona del plesso solare, centro dell’Io Sono.
Ci alleniamo all’espansione e al ritorno. Tramite la pratica di Biorisonanza, sperimentiamo le percezioni sottili, quel sentire “oltre” al nostro confine pelle, percependo il nostro campo elettromagnetico come se fosse fisico. Manteniamo uno stato di alta concentrazione in cui le onde cerebrali sono più lente. Avendo cura che l’ambiente, il setting, sia privo di apparecchi con una propria frequenza, il canto spontaneo ci sintonizza naturalmente a quella del Pianeta, che dovrebbe risuonare attorno agli 8 Hz, (7,83 Hz. è la fondamentale da cui partono gli altri picchi, come dagli studi sul fenomeno di risonanza magnetica detto Risonanza di Schumann). Questa frequenza è il confine tra le onde Theta, tipiche del sonno Rem, e le onde Alpha, tipiche proprio degli stati meditativi o del dormiveglia così ricco di stimoli. Ecco a portata di mano la chiave per l’accesso alla Nona Coscienza o Coscienza Superiore o nostra parte saggia, guidata dall’intento consapevole. Non rischiamo mai di addormentarci, proprio per l’uso continuo della voce. Qui, in questo luogo, possiamo sempre attingere ciò che ci serve. E a furia di praticare, possiamo ritornare in questo stato quando lo desideriamo, anche durante il giorno.
Ci alleniamo a mettere gli intenti e ci alleniamo alla trascendenza. La pratica aiuta a sviluppare la Fede, come potenziale umano utile alla Vita Quotidiana, non come concetto astratto.

Ci sono controindicazioni?

Direi proprio di no. Il canto non ha controindicazioni. Se fate fatica e sentite eccessivo sforzo, avvisate l’Operatore o seguite dei percorsi individuali per liberare la laringe. Per non sforzare più sono sufficienti anche solo questi incontri, basta rispettare i propri tempi e modalità. E’ importante che ognuno si AUTOREGOLI. La vocalizzazione continua, per un certo tempo, abbassa la pressione arteriosa. Chi non respira solitamente in profondità, ma ha una respirazione alta e superficiale, potrebbe accusare giramenti di testa per iperventilazione. Si sconsiglia l’attività solo a chi soffre di attacchi di panico in fase acuta, o a chi è in cura psichiatrica, o soffre di psicopatologie. Per chi ha subito danni alle corde vocali, è consigliabile chiedere alcuni incontri individuali con un vocal coach per evitarne ulteriori, dovuti a una cattiva utilizzazione della Voce.

Perchè scegliere questo percorso?

Desidero sperimentare la pratica BIO SuONO. Ho bisogno di liberarmi da tutta questa pressione interna. Mi piacciono le meditazioni. Ho voglia di praticare una meditazione diversa, in cui si usa la voce. Vorrei allenarmi a percepire più intensamente l’attimo nel qui ed ora. Non ho mai meditato e non sono mai riuscito a vivere un rilassamento, né da solo, né tanto meno in gruppo. Desidero sgomberare la Mente dai pensieri pressanti, negativi e prenderne in mano le redini per guidarla anziché subirla. Vorrei lavorare con la Voce, ma non me la sento di cantare.

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